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Assortimento aromi per negozio di svapo: la guida 2026

23 ottobre 2026
Assortimento aromi per negozio di svapo: la guida 2026

Un buon assortimento di aromi per un negozio di svapo non è il più grande possibile. È quello che copre le famiglie di gusto più richieste, nei formati che girano davvero, e che lascia spazio a poche referenze di nicchia per gli appassionati. In questa guida vediamo da dove partire: le regole da rispettare prima di ordinare, le categorie da coprire, quante referenze tenere per famiglia, come dividere tra shot, mini shot e concentrati 10ml, e come capire ogni mese cosa riordinare e cosa togliere dallo scaffale.

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In breve

  • Prima la conformità, poi il gusto: in Italia gli aromi per svapo rientrano nel regime autorizzativo dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quindi si acquistano solo tramite filiera autorizzata e con documentazione conservata.
  • Frutta, tabacco e dessert sono la base: nell'offerta di mercato analizzata nei Paesi Bassi pesano insieme circa il 60% delle referenze.
  • Struttura a tre livelli: un nucleo fisso di best seller, una fascia a rotazione e una piccola vetrina di nicchia.
  • Il formato conta quanto il gusto: shot e mini shot si vendono a un cliente diverso rispetto al concentrato 10ml per il fai da te.
  • Misura e ruota: guarda le vendite per referenza ogni mese e togli i doppioni che si rubano clienti a vicenda.

Indice

Prima di riempire lo scaffale: le regole del 2026

Chi apre o rinnova un negozio di sigarette elettroniche in Italia lavora in un mercato regolato. Per un punto vendita fisico servono la Partita IVA, l'iscrizione al Registro delle Imprese, la SCIA al SUAP del Comune e l'autorizzazione ADM alla vendita dei prodotti liquidi da inalazione. Senza questo titolo l'assortimento resta sulla carta.

Dal 2024 anche gli aromi sono entrati in questo perimetro. Con la determinazione n. 248171/RU del 29 aprile 2024 l'Agenzia ha disciplinato l'autorizzazione alla vendita di aromi per esercizi di vicinato, farmacie e parafarmacie, insieme allo smaltimento delle scorte non conformi. Pochi giorni dopo un'altra determinazione ha esteso agli aromi l'oggetto dell'autorizzazione già prevista per i PLI: l'elenco completo dei provvedimenti è nella sezione ADM dedicata a prodotti liquidi da inalazione e aromi, insieme all'elenco dei prodotti registrati per la commercializzazione.

Tre conseguenze pratiche per chi costruisce l'assortimento:

  1. Compra solo prodotti registrati e da canali autorizzati. Un aroma interessante ma fuori filiera è un rischio, non un'opportunità.
  2. Conserva fatture e documenti di tracciabilità. In caso di controllo devi poter dimostrare da dove arriva ogni flacone.
  3. Tieni d'occhio le scorte. Quando cambiano le regole, le giacenze non conformi vanno gestite con procedure specifiche e tracciate, non semplicemente svendute.

C'è poi il tema del canale. Dal 1° gennaio 2025 il decreto legislativo 141/2024 ha cambiato le regole della vendita a distanza: i prodotti con nicotina non si vendono più online, e questo ha riportato nei negozi fisici una parte importante della domanda. Per te è un argomento in più per curare bene lo scaffale: il cliente che entra cerca consiglio e una scelta ragionata.

Anche la fiscalità incide sui margini. A gennaio 2026 l'Agenzia ha aggiornato l'imposta di consumo per millilitro sui prodotti da inalazione con tre determinazioni. Prima di fissare i prezzi al pubblico, ricalcola il margine per formato con il tuo commercialista. E ricorda che la vendita è riservata ai maggiorenni: ne parliamo nella guida sull'età minima per acquistare e-liquid.

Le famiglie di gusto da coprire

Le famiglie di gusto da coprire — overview diagram

Non esiste una classificazione ufficiale degli aromi, ma la ricerca ha provato a metterci ordine. Una revisione della letteratura che ha proposto una ruota degli aromi per e-liquid ha trovato 43 categorie principali citate negli studi, poi raggruppate in un vocabolario comune: tabacco, mentolo, menta, frutta, dolci da forno e dessert, alcolici, frutta secca, spezie, caramelle, caffè e tè, bevande e altro.

Per capire quanto pesa ciascuna famiglia, il dato più utile viene da un'analisi del mercato olandese su quasi 20.000 e-liquid e 250 descrizioni di aromi: la frutta copre circa il 34% dell'offerta, il tabacco il 16% e i dessert il 10%. Non è il mercato italiano, ma è una base solida per impostare le proporzioni.

FamigliaRuolo nello scaffaleCliente tipoPeso indicativo nell'assortimento
Tabacchi (secchi, dolci, blend)Ingresso per chi smette di fumareFumatore in transizioneAlto
Fruttati (frutti di bosco, agrumi, tropicali)Volume e riacquistoQuasi tutti, dall'esordiente all'espertoIl più alto
Freschi e mentolatiAll day, molto richiesti d'estateChi cerca un tiro pulitoMedio
Dessert e cremosiFidelizzazione e scontrino medioAppassionato di vapore densoMedio
Bevande, caffè, tèVarietà e curiositàChi vuole cambiareBasso
Frutta secca, spezie, gusti particolariVetrina di nicchiaEsperto e sperimentatoreBasso

I tabacchi meritano attenzione particolare, perché sono spesso il primo acquisto di chi lascia la sigaretta. Conviene avere almeno un tabacco secco, uno più dolce e un paio di blend: trovi le differenze nella nostra guida agli aromi tobacco blended e negli esempi di tabacchi complessi.

Quante referenze tenere: la struttura a tre livelli

I tre livelli dell’assortimento di aromi

L'errore più comune è voler avere tutto. Con centinaia di descrizioni di aromi in commercio, troppa scelta confonde il cliente e immobilizza capitale. Un assortimento sano si divide in tre livelli.

1. Il nucleo fisso

Sono i gusti che non devono mai mancare: due o tre tabacchi classici, i fruttati più venduti, un mentolo pulito, una crema o un dessert da tutto il giorno. Qui l'obiettivo è la disponibilità continua. Se un cliente torna e non trova il suo aroma, rischi di perderlo. Per riconoscere i candidati al nucleo fisso, guarda i gusti che reggono tutta la giornata senza stancare: ne parliamo nella guida agli aromi all day.

2. La fascia a rotazione

Sono le referenze che cambi ogni mese o ogni stagione: fruttati estivi, freschi più intensi, dessert invernali, novità dei produttori. Servono a dare al cliente abituale un motivo per tornare e provare. Tienila stretta e rinnovala con regolarità.

3. La vetrina di nicchia

Poche referenze ricercate, spesso di produttori internazionali, per l'appassionato che conosce già i classici. Non generano grandi volumi, ma alzano la reputazione del negozio e lo scontrino medio. Qui ha senso puntare sui marchi premium meno reperibili.

Una regola pratica che usiamo come punto di partenza, da adattare a superficie e clientela:

LivelloQuota delle referenzeObiettivoFrequenza di revisione
Nucleo fissocirca 50-60%Disponibilità costanteTrimestrale
Rotazionecirca 25-30%Novità e riacquistoMensile
Nicchiacirca 10-20%Immagine e margineSemestrale

Queste percentuali sono un'indicazione di lavoro, non un dato di mercato: un negozio di passaggio vicino a una stazione avrà un nucleo più ampio, una boutique per esperti una nicchia più ricca.

Shot, mini shot o concentrati 10ml

Il formato decide la velocità di rotazione quasi quanto il gusto. Lo stesso aroma può vendere molto in shot e restare fermo in concentrato, o viceversa.

FormatoCosa èPer chiPunti di forza a scaffale
Aromi shotAroma in flacone grande, da completare con baseChi svapa molto e vuole risparmiareVolumi alti, cliente fedele
Aromi mini shotVersione più piccola dello shotChi vuole provare un gusto nuovoAbbassa la barriera all'acquisto
Aromi concentrati 10mlAroma da diluire secondo ricettaChi fa liquidi fai da teMargine, cliente esperto
Basi e nicotineBase neutra PG/VG, con o senza nicotinaTutti gli acquirenti di shot e concentratiAcquisto ripetuto e abbinato
Liquidi prontiLiquido già miscelatoNeofiti e utenti di podSemplicità, vendita immediata

Due indicazioni pratiche:

  • Porta i best seller in più formati. Se un fruttato vende bene in shot, il mini shot dello stesso gusto è il modo più semplice per farlo provare ai nuovi clienti.
  • Non dimenticare le basi. Ogni shot e ogni concentrato venduto chiama una base. Se la base manca, la vendita si ferma o va altrove.

Per i clienti esperti che vogliono miscelare, è utile avere alcune referenze che si abbinano bene tra loro. Trovi spunti nelle nostre guide su come abbinare aromi diversi e nelle ricette di blend fruttati ed esotici.

Organizzare lo scaffale per profilo di cliente

Un assortimento non è una lista di codici. Funziona meglio quando rispecchia chi entra in negozio. Gli studi sulle ruote degli aromi nascono proprio per dare un vocabolario comune a chi descrive i gusti, e lo stesso principio vale al banco: se raggruppi i prodotti per esigenza, il cliente sceglie prima e con più fiducia.

  • Fumatore in transizione: tabacchi secchi e dolci, un mentolo, liquidi pronti per pod e un kit semplice. Ha bisogno di poche opzioni, spiegate bene.
  • Appassionato di vapore denso: dessert, cremosi, basi ad alto VG, shot in formato grande.
  • Sperimentatore: concentrati 10ml, gusti di nicchia, aromi da abbinare.
  • Cliente attento al budget: shot e basi, possibilmente in promozione.
  • Cliente sensibile al glicole propilenico: basi alternative e indicazioni chiare sulla composizione.

Anche le etichette a scaffale aiutano: una riga per famiglia, intensità e note principali vale più di un nome di fantasia. Se vuoi un riferimento per descrivere i gusti, abbiamo raccolto dieci profili aromatici da scoprire.

Basi e clienti che non tollerano il PG

Una parte dei clienti chiede basi "anallergiche" o senza glicole propilenico. È una richiesta reale, e averne in assortimento è un servizio che pochi negozi offrono bene. Però conviene gestirla con attenzione.

Il termine "anallergico" non ha un significato regolatorio preciso nel settore. Inoltre chi lamenta irritazioni non sempre reagisce al PG: a volte il problema è un aroma specifico o la nicotina. Il personale dovrebbe quindi saper consigliare rapporti PG/VG diversi, come 50/50 o 70/30, in base al dispositivo del cliente, e proporre la base senza PG a chi ne ha bisogno. Se un cliente descrive sintomi come tosse persistente, difficoltà respiratorie o reazioni cutanee, il consiglio corretto è parlarne con il medico prima di cambiare prodotto, non provare a risolvere al banco.

L'Istituto Superiore di Sanità, nel suo rapporto sulla sigaretta elettronica, già descriveva la grande varietà di aromi e basi disponibili: è proprio questa varietà a rendere prezioso un venditore informato, capace di fare da tramite tra produttore e consumatore.

Sul ruolo tecnico di aromi e conservanti nei liquidi abbiamo scritto una guida tecnica su conservanti e aromi, utile anche per formare il personale.

Come capire cosa riordinare

Un assortimento si costruisce una volta e si corregge ogni mese. Ecco un metodo semplice.

  1. Registra le vendite per referenza e per formato. Non basta sapere che "i fruttati vanno": serve sapere quale fruttato, in quale formato.
  2. Calcola la rotazione. Confronta le unità vendute nel mese con le giacenze medie. Le referenze che girano più volte sono candidati al nucleo fisso.
  3. Individua i doppioni. Due fragole molto simili si dividono gli stessi clienti. Tieni quella che vende di più e libera spazio per una famiglia scoperta.
  4. Ascolta le richieste. Annota i gusti che i clienti chiedono e non trovano. Tre richieste per lo stesso profilo in un mese sono un segnale.
  5. Prova in piccolo. Inserisci le novità in quantità ridotte, meglio in mini shot, e confermale solo dopo un ciclo di vendita.
  6. Controlla le scadenze e la conformità. Ruota le giacenze più vecchie e verifica che ogni prodotto resti tra quelli registrati.

Per scegliere tra produttori diversi a parità di gusto, guarda costanza dei lotti, chiarezza delle etichette, disponibilità continuativa e supporto commerciale. Abbiamo messo i criteri in fila nella guida su come confrontare i marchi di aromi.

Gli errori che vediamo più spesso

  • Troppi gusti simili. Cannibalizzano le vendite invece di coprire nicchie diverse.
  • Nicchia troppo ampia. Gli aromi ricercati danno immagine, ma se occupano metà scaffale bloccano capitale.
  • Formati sbilanciati. Tanti concentrati e pochi shot, o viceversa, senza guardare chi entra davvero in negozio.
  • Basi esaurite. Il modo più rapido per perdere una vendita già fatta.
  • Nessuna descrizione. Un nome di fantasia senza indicazione della famiglia lascia il cliente a indovinare.
  • Fornitori non verificati. Un risparmio sul prezzo d'acquisto non vale il rischio di sanzioni o di perdere l'autorizzazione.

Il nostro punto di vista

Produciamo aromi e liquidi per sigaretta elettronica dal 2014, e lavoriamo ogni giorno sia con chi svapa sia con i negozianti. Quello che abbiamo imparato è semplice: i negozi che crescono non sono quelli con più referenze, ma quelli che sanno spiegare le referenze che hanno.

Per questo consigliamo di partire da un nucleo solido di tabacchi e fruttati, affiancato da pochi aromi premium che il cliente fatica a trovare altrove. Marchi come LIQUIDEO, DEEP DRIP e VALKRIIA, che selezioniamo per la loro qualità, funzionano bene proprio in questo ruolo: danno al negozio un'identità e danno all'appassionato un motivo per tornare.

Un secondo punto riguarda le basi. Avere alternative senza glicole propilenico non è un dettaglio: è un servizio concreto per chi non tollera il PG, e un cliente che trova finalmente una soluzione tende a restare fedele.

Infine, quando un gusto diventa davvero il tuo best seller, vale la pena pensare a una linea propria. Con la produzione conto terzi e le etichette personalizzate un negozio può trasformare una ricetta che funziona in un prodotto riconoscibile: abbiamo raccontato il percorso, dal mix pilota alla produzione conto terzi.

— Roberto

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Se stai costruendo o rinnovando il tuo assortimento, su Kalivape trovi aromi shot, mini shot, concentrati 10ml, basi e nicotine, liquidi pronti, pod e hardware, con una selezione di marchi premium difficili da reperire in Italia. Per i rivenditori abbiamo listini riservati B2B e la possibilità di produzione conto terzi di aromi e basi con etichetta personalizzata. Sconti frequenti e spedizione gratuita sopra la soglia d'ordine rendono più semplice provare nuove referenze senza immobilizzare troppo capitale. Contattaci per ricevere il listino dedicato ai negozi.

Domande frequenti

Quante referenze di aromi deve avere un piccolo negozio di svapo?

Non esiste un numero giusto per tutti. Conta più la copertura delle famiglie principali, tabacco, frutta, freschi e dessert, che il totale. Parti da un nucleo fisso ben scelto, aggiungi una fascia a rotazione e poche referenze di nicchia, poi correggi in base alle vendite mensili.

Serve un'autorizzazione per vendere aromi per sigaretta elettronica?

Sì. Dal 2024 gli aromi rientrano nel regime autorizzativo dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha esteso agli aromi l'autorizzazione prevista per i prodotti liquidi da inalazione. Verifica la tua posizione sul portale ADM e conserva sempre la documentazione di acquisto.

Meglio puntare sugli shot o sui concentrati 10ml?

Dipende dalla clientela. Gli shot e i mini shot girano di più tra chi svapa molto e tra chi vuole provare un gusto nuovo, mentre i concentrati 10ml servono a chi prepara i liquidi fai da te. Per i best seller conviene averli in entrambi i formati.

Come gestire i clienti che chiedono basi senza glicole propilenico?

Tieni in assortimento almeno una base senza PG e forma il personale a chiedere che dispositivo usa il cliente e che fastidi avverte. A volte il problema è un aroma o la nicotina, non il PG. Se il cliente riferisce sintomi respiratori o reazioni cutanee, invitalo a parlarne con il medico.

Ogni quanto rinnovare l'assortimento di aromi?

Rivedi la fascia a rotazione ogni mese, il nucleo fisso ogni tre mesi e la vetrina di nicchia ogni sei. Togli i doppioni che non vendono e prova le novità in piccole quantità prima di confermarle.

Fonti

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