Il MOQ, cioè la quantità minima d'ordine, è il numero più basso di pezzi che un produttore conto terzi accetta di realizzare per una referenza di e-liquid alle condizioni di prezzo che ti ha indicato. Nel settore dello svapo non esiste un valore unico. Il minimo dipende dal formato (aroma concentrato, shot, base, liquido pronto), dal grado di personalizzazione dell'etichetta, dai lotti minimi di flaconi e materie prime e, cosa che pesa più che in altri settori, dai costi regolatori fissi che ogni nuova referenza porta con sé in Italia. In questa guida vediamo come ragiona un produttore quando fissa il MOQ, quanto incide sul costo unitario e come preparare una richiesta di preventivo che ti faccia partire con il lotto giusto, né troppo grande né troppo piccolo.
In breve
- MOQ significa quantità minima d'ordine: è un numero di pezzi, non un importo minimo in euro.
- Non c'è un MOQ standard per gli e-liquid: cambia con formato, personalizzazione, packaging e numero di referenze.
- In Italia ogni referenza ha costi fissi regolatori (notifica, registrazione presso ADM, contrassegni, campioni) che spingono il minimo verso l'alto se diviso su pochi pezzi.
- Un MOQ più alto abbassa il costo unitario ma immobilizza capitale e spazio di magazzino: il lotto giusto è quello che riesci a vendere in tempi ragionevoli.
- Un preventivo preciso parte da un brief preciso: formato, volumi, nicotina sì o no, etichetta, tempi e mercato di destinazione.
Indice
- Cos'è il MOQ e cosa non è
- Perché non esiste un MOQ standard per gli e-liquid
- Il peso della normativa: ogni referenza è un costo fisso
- MOQ, costo unitario e investimento: un esempio di calcolo
- Quale formato scegliere per partire
- Cosa preparare per chiedere un preventivo
- Gli errori più comuni nel primo ordine
- Il nostro punto di vista
- Produzione conto terzi con Kalivape
- Domande frequenti
- Fonti
Cos'è il MOQ e cosa non è
MOQ è l'acronimo di minimum order quantity. Come spiega il glossario di KTB sulla quantità minima d'ordine, indica la quantità più piccola che un fornitore accetta per ordine o consegna alle condizioni stabilite, e non va confuso con il valore minimo d'ordine, che invece fissa una soglia economica.
La distinzione è pratica, non solo teorica. Un produttore può chiederti, per esempio, un minimo di pezzi per ogni gusto, oppure un minimo complessivo distribuito su più gusti, oppure ancora un importo minimo di fattura. Sono tre vincoli diversi e portano a ordini diversi:
- MOQ per referenza: ogni singolo gusto, formato e gradazione di nicotina deve raggiungere la soglia.
- MOQ per ordine: puoi distribuire il totale su più referenze, con eventuali minimi interni per gusto.
- Valore minimo d'ordine: conta l'importo, indipendentemente da come lo componi.
Quando ricevi un preventivo, la prima domanda da fare è proprio questa: il minimo si riferisce alla singola referenza o al totale?
Perché non esiste un MOQ standard per gli e-liquid
Il MOQ serve al produttore per coprire i costi fissi di ogni lavorazione. Secondo l'analisi di Mecalux sull'ordine minimo, entrano in gioco le quantità minime delle materie prime, il costo di produzione per unità e le economie di scala: più cresce il volume, più il costo unitario tende a scendere. KTB aggiunge i costi di attrezzaggio, le unità di imballaggio e i lotti minimi imposti dai subfornitori, precisando che sotto la soglia può scattare un supplemento. Shopify Italia ricorda infine che il minimo si fissa guardando anche domanda prevista, costi di stoccaggio e punto di pareggio.
Tradotto nel mondo degli e-liquid, questi principi generali diventano voci molto concrete.
| Fattore | Perché alza o abbassa il minimo | Domanda da fare al produttore |
|---|---|---|
| Formato | Un aroma concentrato da 10 ml, uno shot o un liquido pronto richiedono flaconi, riempimento e volumi di miscela diversi | Quali formati producete e con quale minimo ciascuno? |
| Ricetta | Un aroma di catalogo si produce già; una ricetta su misura richiede sviluppo e prove | Posso partire da un aroma esistente? |
| Nicotina | I prodotti con nicotina hanno vincoli di formato e gestione separata | Il minimo cambia tra versione con e senza nicotina? |
| Etichetta | Stampa personalizzata significa tiratura minima delle etichette | Qual è la tiratura minima delle etichette? |
| Flaconi e tappi | Colori o forme non standard hanno lotti minimi propri | Usate flaconi di linea o servono acquisti dedicati? |
| Numero di referenze | Ogni gusto è una lavorazione e una pratica in più | Il MOQ è per gusto o sul totale? |
| Adempimenti regolatori | Notifica, registrazione e campioni sono costi per referenza | Chi gestisce le pratiche e con quali costi? |
Il punto chiave è che il minimo non dipende quasi mai dalla ricetta in sé: dipende da tutto ciò che sta intorno alla ricetta.
Il peso della normativa: ogni referenza è un costo fisso
È qui che la produzione conto terzi di e-liquid si allontana da quella di cosmetici o integratori. In Italia i liquidi da inalazione rientrano nel Decreto legislativo 6/2016, che recepisce la direttiva europea sui prodotti del tabacco e prevede la notifica dei prodotti al Ministero della Salute oltre a requisiti su ingredienti ed etichettatura. Se vuoi un quadro completo, trovi i dettagli nella nostra guida su TPD e sigarette elettroniche in Italia.
A questo si sommano gli adempimenti fiscali dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli:
- l'istanza di registrazione di un liquido da inalazione deve riportare, tra gli altri dati, EC-ID, capacità in ml, concentrazione di nicotina e paese d'origine;
- prima della commercializzazione vanno comunicate le informazioni sul prodotto, con EC-ID, data di notifica e dichiarazione di conformità, e secondo la stessa informativa ADM il produttore deve fornire un campione per ogni singolo prodotto, mentre i depositi autorizzati gestiscono separatamente prodotti con e senza nicotina;
- la circolazione dei prodotti soggetti a imposta di consumo è legittimata dai contrassegni applicati sulle singole confezioni.
C'è poi un vincolo di formato che incide direttamente sui volumi. La Direttiva 2014/40/UE stabilisce che i liquidi con nicotina siano venduti in contenitori di ricarica fino a 10 ml e con una concentrazione non superiore a 20 mg/ml. Per raggiungere un certo volume di liquido servono quindi molti più pezzi, flaconi, etichette e contrassegni di quanti ne servirebbero con formati grandi.
La conseguenza sul MOQ è semplice: ogni nuova combinazione di gusto, formato e gradazione è una referenza con le sue pratiche. Dieci gusti in tre gradazioni di nicotina non sono dieci prodotti, sono trenta. Prima di definire la gamma, conviene leggere la nostra checklist sulla normativa svapo e verificare con un consulente regolatorio o con il tuo commercialista quali adempimenti spettano a te come titolare del marchio e quali al produttore.
MOQ, costo unitario e investimento: un esempio di calcolo
Mecalux riassume bene il compromesso: un MOQ alto riduce il costo per pezzo grazie alle economie di scala, ma aumenta stock, investimento iniziale e costi di stoccaggio; un MOQ basso fa l'opposto. Vediamolo con numeri ipotetici, utili solo a capire il meccanismo.
Immagina una referenza con costi fissi di avvio pari a 900 € (impostazione della lavorazione, impianto stampa etichette, gestione pratiche) e un costo variabile di 1,20 € a flacone (liquido, flacone, tappo, etichetta, riempimento).
| Pezzi prodotti | Costi fissi ripartiti per pezzo | Costo variabile | Costo unitario totale | Investimento complessivo |
|---|---|---|---|---|
| 300 | 3,00 € | 1,20 € | 4,20 € | 1.260 € |
| 1.000 | 0,90 € | 1,20 € | 2,10 € | 2.100 € |
| 3.000 | 0,30 € | 1,20 € | 1,50 € | 4.500 € |
Passare da 300 a 3.000 pezzi dimezza abbondantemente il costo unitario, ma più che triplica il capitale impegnato. Se in un anno vendi 800 flaconi di quel gusto, il lotto da 3.000 ti lascia in magazzino per anni merce che ha una sua durata e che rischia di diventare non più conforme se cambiano le regole di etichettatura.
Nel calcolo del prezzo di vendita non dimenticare l'imposta di consumo. Dal 1° febbraio 2024 ADM ha rideterminato l'imposta in 0,134689 € al ml per i liquidi con nicotina e 0,089793 € al ml per quelli senza nicotina. Su un flacone da 10 ml significa circa 1,35 € con nicotina e circa 0,90 € senza, una voce che in molti casi vale quanto o più del costo di produzione. Le aliquote possono cambiare: trovi l'aggiornamento nella nostra pagina sulle accise sugli e-liquid in Italia.
La regola pratica che suggeriamo: dimensiona il primo lotto su una stima di vendita di sei-dodici mesi, non sul costo unitario più basso disponibile.

Quale formato scegliere per partire
Il formato è la leva più forte che hai sul minimo, perché cambia sia i volumi di produzione sia il percorso regolatorio. Ecco come si confrontano le opzioni più comuni nel conto terzi.
Aromi concentrati 10 ml. Si rivolgono a chi miscela in casa con basi neutre. Sono il formato classico per testare un gusto con un investimento contenuto e piacciono a una clientela esperta, quella del fai da te.
Shot e mini shot. L'aroma è già nella dose giusta dentro un flacone più grande, da completare con base e nicotina. Sono pratici per il cliente finale e permettono di presentare un gusto in un formato più ampio rispetto al classico 10 ml.
Basi neutre con etichetta personalizzata. Sono il prodotto più semplice da standardizzare: poche varianti di rapporto tra glicole propilenico e glicerina vegetale, e la personalizzazione è soprattutto sull'etichetta. Per un negozio che vuole il proprio marchio sul bancone, è spesso il punto di partenza più lineare. Sono incluse anche le basi senza glicole propilenico, richieste da chi è allergico o sensibile a questo componente.
Liquidi pronti con nicotina. È il formato con più vincoli: flaconi fino a 10 ml, gestione separata, contrassegni su ogni confezione. A parità di volume venduto richiede più pezzi e più pratiche.
Ogni formato ha un inquadramento normativo e fiscale preciso: prima di sceglierlo, verifica con il produttore e con un consulente quali obblighi comporta per la tua gamma.

Cosa preparare per chiedere un preventivo
Un preventivo affidabile nasce da una richiesta completa. Più dettagli dai, meno sorprese troverai tra prima offerta e fattura. Questa è la checklist che consigliamo.
- Chi sei e dove vendi. Negozio fisico, e-commerce, distributore o nuovo marchio; mercato italiano o anche estero.
- Formati. Aroma concentrato, shot, mini shot, base, liquido pronto, con le capacità in ml.
- Numero di referenze. Quanti gusti, quante gradazioni di nicotina, quali rapporti PG/VG.
- Ricette. Aromi di catalogo, varianti di aromi esistenti o sviluppo da zero.
- Volumi. Quantità del primo ordine e stima annua per referenza: aiuta il produttore a proporti la soglia corretta.
- Packaging. Flaconi standard o dedicati, colore dei tappi, eventuale scatolina.
- Etichetta. Hai già la grafica? Ricorda che deve rispettare i requisiti TPD e CLP: le nostre guide su come leggere le etichette degli e-liquid e sul design delle etichette con CLP e UFI ti aiutano a preparare il file.
- Adempimenti. Chi si occupa di notifica, registrazione ADM e contrassegni, e con quali costi per referenza.
- Documentazione di qualità. Schede di sicurezza, analisi, certificazioni: vedi la nostra panoramica sulle certificazioni di qualità dei liquidi.
- Tempi e riordini. Data di consegna desiderata e condizioni per i riordini, che spesso hanno minimi diversi dal primo lotto.
Gli errori più comuni nel primo ordine
Troppi gusti subito. Lanciare dodici referenze al minimo ciascuna moltiplica i costi fissi e lascia in magazzino i gusti che non girano. Meglio quattro o cinque referenze solide e un'espansione basata sulle vendite reali.
Guardare solo il costo per pezzo. Il prezzo più basso in preventivo spesso corrisponde al lotto più grande. Calcola sempre l'investimento totale e il tempo necessario per smaltirlo.
Dimenticare accise e contrassegni. Costano a ogni pezzo e incidono sul margine più di quanto molti si aspettino.
Etichetta non verificata. Ristampare migliaia di etichette per un errore di avvertenze o pittogrammi annulla qualsiasi risparmio sul lotto.
Ignorare i riordini. Chiedi subito il minimo per il secondo ordine: se è uguale al primo, pianifica la rotazione di conseguenza.
Se stai ancora definendo l'attività, la nostra guida su come diventare rivenditore svapo riassume autorizzazioni e passaggi operativi.
Il nostro punto di vista
Produciamo aromi e liquidi per sigaretta elettronica dal 2014 e lavoriamo ogni giorno con negozi e rivenditori che vogliono una linea propria. La domanda che riceviamo più spesso è proprio "qual è il vostro minimo?", e la risposta onesta è che dipende da cosa vuoi ottenere. Un numero senza un brief non ti serve: rischi di confrontare preventivi che parlano di cose diverse.
Il consiglio che diamo ai negozianti è partire da ciò che il cliente al bancone chiede già. Una base neutra con la tua etichetta, anche nella versione senza glicole propilenico, oppure pochi aromi concentrati scelti tra quelli che vendi di più, ti permettono di testare il marchio con un investimento sostenibile. Quando i numeri confermano la rotazione, allarghi la gamma e il costo unitario scende in modo naturale.
Crediamo anche che il produttore debba dirti chiaramente cosa è incluso: lavorazione, etichette, flaconi e chi segue le pratiche. Per questo preferiamo costruire il preventivo insieme al cliente, referenza per referenza, piuttosto che proporre una soglia uguale per tutti.
— Roberto
Produzione conto terzi con Kalivape
Se hai un negozio o un marchio e vuoi la tua linea, Kalivape offre produzione conto terzi di aromi e di basi con etichette personalizzate, con listini riservati ai rivenditori B2B. Nel nostro catalogo trovi aromi concentrati 10 ml, shot, mini shot, basi e nicotine, liquidi pronti e flaconi, oltre a selezioni come LIQUIDEO, DEEP DRIP e VALKRIIA. Puoi partire da lì per scegliere i formati da proporre e poi contattarci per un preventivo: scopri il catalogo Kalivape.
Domande frequenti
Cosa si intende per MOQ?
MOQ significa minimum order quantity, la quantità minima d'ordine: il numero più basso di pezzi che un fornitore accetta di produrre o consegnare alle condizioni indicate. Non va confuso con il valore minimo d'ordine, che è una soglia in euro.
Qual è il MOQ tipico per un e-liquid conto terzi?
Non esiste un valore standard. Cambia con il formato, il livello di personalizzazione, i lotti minimi di flaconi ed etichette e i costi regolatori per referenza. L'unico modo per avere un numero affidabile è inviare un brief completo con formati, gusti e volumi stimati.
Posso ordinare sotto il minimo?
A volte sì, ma di solito con un supplemento, perché i costi fissi si ripartiscono su meno pezzi. Un'alternativa è ridurre la personalizzazione, per esempio usando flaconi standard o partendo da aromi già in catalogo.
Il MOQ vale per ogni gusto o per l'ordine intero?
Dipende dal produttore, ed è la prima cosa da chiarire nel preventivo. Ricorda che per la normativa ogni combinazione di gusto, formato e gradazione di nicotina è una referenza a sé, con i suoi adempimenti.
Chi si occupa di notifica e contrassegni?
Va stabilito per iscritto con il produttore prima dell'ordine, perché incide su tempi e costi. Per i dettagli sul tuo caso specifico rivolgiti a un consulente regolatorio o al tuo commercialista, e verifica sempre le disposizioni aggiornate sui siti del Ministero della Salute e di ADM.
Fonti
- KTB: quantità minima d'ordine
- Mecalux: MOQ o ordine minimo
- Shopify Italia: cos'è la quantità minima d'ordine
- Normattiva: Decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6
- ADM: circolare sui prodotti liquidi da inalazione (2021)
- ADM: informativa su depositi e commercializzazione (2021)
- ADM: determina sui contrassegni (dicembre 2024)
- ADM: determina sull'imposta di consumo (gennaio 2024)
- Direttiva 2014/40/UE, Titolo III
