Un produttore conto terzi per lo svapo realizza al posto tuo aromi, basi o liquidi che poi vendi con il tuo marchio. Tu decidi gusti, formati, etichetta e posizionamento. Il produttore mette a disposizione formulazione, materie prime, laboratorio, riempimento e confezionamento. È la strada più rapida per un negozio o un brand che vuole una linea propria senza aprire un laboratorio, a patto di conoscere bene le regole italiane ed europee che valgono per questi prodotti. In questa guida trovi come si svolge un progetto, quali obblighi restano a carico tuo, come si controlla la qualità tra un lotto e l'altro e cosa chiedere al partner prima di firmare.
In breve
- Cosa ottieni: aromi, shot, basi o liquidi pronti con il tuo marchio, prodotti da un'azienda che ha già ricette, fornitori e processi collaudati.
- Le fasi: brief, campionatura, approvazione della ricetta, adempimenti normativi, produzione, riempimento, etichettatura e consegna.
- Le regole: in Italia valgono la Direttiva TPD e il D.Lgs. 6/2016, con limiti a volumi e nicotina, notifica al Ministero della Salute e registrazione presso l'ADM.
- La qualità: chiedi un sistema documentato di controllo, la tracciabilità dei lotti e campioni di riferimento conservati.
- Il partner giusto: esperienza nel settore, catalogo di aromi ampio, supporto su etichette e listini riservati ai rivenditori.
Indice
- Che cosa fa un produttore conto terzi nello svapo
- Aromi, basi e liquidi: cosa si può far produrre
- Le fasi di un progetto a marchio tuo
- Le regole da rispettare prima di vendere
- Qualità e uniformità tra lotti
- Da cosa dipendono quantità minime, tempi e costi
- Basi senza glicole propilenico: una linea che i clienti cercano
- Come scegliere il produttore giusto
- Il nostro punto di vista
- Produzione conto terzi con Kalivape
- Domande frequenti
- Fonti
Che cosa fa un produttore conto terzi nello svapo
Nella produzione conto terzi (spesso chiamata anche private label o white label) il prodotto nasce nello stabilimento del produttore ma esce con il nome del committente. Per il settore dello svapo i casi più comuni sono tre:
- Il negozio di sigarette elettroniche che vuole una linea di aromi o basi con il proprio marchio, da proporre accanto ai brand che già vende e con un margine migliore.
- Il brand nuovo, che ha un'idea di gusti e un'identità visiva ma non vuole investire in laboratorio, macchinari e personale.
- Il distributore che cerca un fornitore affidabile per una linea esclusiva da proporre ai propri punti vendita.
Il vantaggio è concreto: invece di partire da zero con ricerca sugli aromi, test di stabilità e scelta delle materie prime, ti appoggi a chi lo fa ogni giorno. Il produttore conosce già il comportamento delle diverse combinazioni di glicole propilenico (PG) e glicerina vegetale (VG), sa quali concentrati reggono bene la maturazione e ha già affrontato le richieste di conformità per le etichette.
Quello che non si delega è la responsabilità commerciale del marchio: decidi tu cosa vendere, a chi e su quali canali, e devi conoscere gli obblighi che riguardano il prodotto finito. Per questo nei paragrafi successivi separiamo con chiarezza le fasi tecniche da quelle normative.
Aromi, basi e liquidi: cosa si può far produrre
Non tutti i prodotti per lo svapo hanno lo stesso percorso. Ecco come cambiano le cose in base a ciò che vuoi mettere sul mercato.
| Prodotto | Cosa contiene | Per chi è adatto | Punti di attenzione |
|---|---|---|---|
| Aromi concentrati | Aroma puro da diluire in una base | Chi prepara liquidi fai da te | Etichetta conforme, avvertenze, divieto di richiami ad alimenti |
| Shot e mini shot | Aroma in flacone sovradimensionato, da completare con base | Svapatori che vogliono comodità e risparmio | Rapporto di diluizione chiaro in etichetta |
| Basi neutre | PG e VG in proporzioni diverse, con o senza nicotina | Chi miscela da sé, chi cerca basi specifiche | Se c'è nicotina valgono limiti di volume e concentrazione |
| Liquidi pronti | Base più aroma, pronti all'uso | Neofiti e clienti che vogliono semplicità | Notifica, registrazione e limiti TPD se contengono nicotina |
| Basi senza PG | Alternative vegetali al glicole propilenico | Clienti sensibili o allergici al PG | Compatibilità con l'hardware e indicazioni d'uso precise |
Una linea ben costruita spesso combina più formati: qualche aroma di punta in concentrato e in shot, una base neutra coordinata e, quando ha senso, una versione pronta all'uso. In questo modo il cliente del negozio trova tutto sotto lo stesso marchio.
Le fasi di un progetto a marchio tuo
Ogni produttore ha il suo metodo, ma un progetto serio segue di solito questa sequenza.
- Brief iniziale. Definisci il pubblico (neofiti, esperti del fai da te, clienti sensibili al PG), i profili aromatici (tabaccosi, fruttati, cremosi, freschi), i formati e il canale di vendita. Più il brief è preciso, meno giri di campionatura servono.
- Scelta o sviluppo della ricetta. Puoi partire da ricette già collaudate dal produttore oppure chiedere uno sviluppo su misura. La prima strada è più rapida, la seconda ti dà un prodotto davvero esclusivo.
- Campionatura. Ricevi i campioni, li provi con diversi dispositivi e, se possibile, li fai assaggiare a un piccolo gruppo di clienti fidati. Valuta resa aromatica, dolcezza, colpo in gola e comportamento dopo qualche giorno di maturazione.
- Approvazione e scheda tecnica. Una volta approvata, la ricetta viene fissata in una scheda con ingredienti, percentuali e rapporto PG/VG. È il riferimento per tutti i lotti futuri.
- Etichetta e confezione. Si definiscono formato del flacone, tappo, grafica e testi obbligatori. Qui la conformità conta quanto l'estetica.
- Adempimenti normativi. Notifiche, registrazioni e documentazione di sicurezza, secondo il tipo di prodotto.
- Produzione, riempimento e confezionamento. Il lotto viene miscelato, controllato, riempito, etichettato e identificato con un numero di lotto.
- Consegna e riordino. Ricevi la merce pronta per lo scaffale. I riordini successivi seguono la stessa scheda, così il gusto resta identico.
Per la parte grafica, la nostra guida al design delle etichette e-liquid spiega passo dopo passo come gestire CLP e UFI senza sacrificare l'identità del marchio.
Le regole da rispettare prima di vendere
I liquidi per sigarette elettroniche sono prodotti regolamentati. Chi li commissiona deve sapere quali obblighi esistono, anche quando la parte operativa è seguita dal produttore.
Il quadro: TPD e D.Lgs. 6/2016
La base è la Direttiva 2014/40/UE, nota come TPD, recepita in Italia dal D.Lgs. 12 gennaio 2016, n. 6, che disciplina produzione, presentazione e vendita di sigarette elettroniche e liquidi di ricarica e prevede la notifica dei prodotti al Ministero della Salute prima dell'immissione sul mercato.
Per i liquidi con nicotina, l'articolo 21 del decreto fissa limiti precisi: contenitori di ricarica fino a 10 ml, sigarette elettroniche usa e getta e cartucce monouso fino a 2 ml, nicotina non oltre 20 mg/ml. Questi limiti condizionano subito la scelta dei formati: è anche per questo che aromi concentrati, shot e basi neutre senza nicotina sono così diffusi nelle linee a marchio.

Un riepilogo aggiornato delle novità si trova nella nostra pagina sulla TPD in Italia.
Registrazione presso l'ADM
Oltre alla notifica sanitaria, i prodotti liquidi da inalazione vanno registrati presso l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La Circolare ADM n. 17/2021 elenca le informazioni da indicare nell'istanza:
- denominazione della marca;
- partita IVA del soggetto autorizzato;
- caratteristiche della confezione e capacità in millilitri;
- concentrazione di nicotina in mg/ml;
- numero EC-ID e data della notifica ex art. 21 del D.Lgs. 6/2016;
- paese d'origine;
- ragione sociale e sede legale del produttore o dell'importatore stabilito nell'UE.
In pratica, prima di stampare le etichette devi avere chiari marca, formati e concentrazioni, perché sono gli stessi dati che finiscono nella registrazione. Cambiare il formato dopo significa rifare parte del percorso.
Ricorda anche che la normativa recente ha ristretto la vendita a distanza dei prodotti con nicotina ai consumatori finali: il canale di vendita va deciso insieme al formato. Trovi i dettagli e una checklist nella nostra guida alla normativa svapo in Italia, mentre per i limiti di età c'è l'approfondimento sull'età minima per acquistare e-liquid.
Etichette e confezioni
L'etichetta è il punto in cui molti progetti si inceppano. Secondo quanto riportato da Sigma Magazine nel gennaio 2025, le etichette di liquidi e aromi devono riservare un terzo dello spazio alle avvertenze, in Helvetica Bold con margine nero di 1 mm. Sono vietate le indicazioni su benefici per la salute o su caratteristiche naturali e biologiche, le forme che ricordano alimenti o cosmetici, i messaggi ambientali e i riferimenti a vantaggi economici, e il codice a barre deve essere univoco per singolo prodotto. La stessa fonte segnala un orientamento restrittivo anche sulle immagini e sui richiami ad alimenti per gli aromi.
Per il tuo marchio questo significa: nomi evocativi sì, ma senza disegni di frutta o dolci, e grafica studiata attorno allo spazio delle avvertenze. Se vuoi verificare un'etichetta già pronta, la guida su come leggere le etichette e-liquid ti aiuta a controllare TPD, CLP e ADM punto per punto.

Vigilanza e documentazione di sicurezza
Produttori, importatori e distributori devono mantenere un sistema per raccogliere e segnalare all'autorità competente le sospette reazioni avverse, come ricorda uno studio pubblicato su Tobacco Prevention & Cessation. Nella pratica, conviene concordare con il produttore chi riceve le segnalazioni dei clienti e come vengono trasmesse.
Se rivendi a professionisti, chiedi anche la Scheda di Dati di Sicurezza (SDS) di ogni prodotto, prevista dal regolamento CLP per le miscele classificate come pericolose.
Qualità e uniformità tra lotti
Un cliente che riacquista il tuo aroma si aspetta lo stesso gusto della prima volta. L'uniformità tra lotti è ciò che trasforma una linea a marchio in un prodotto di fiducia.
Il riferimento tecnico europeo è la norma EN 17647:2022, che stabilisce i principi per fabbricazione, riempimento e conservazione degli e-liquid e richiede un sistema di qualità documentato con garanzia e controllo della qualità. La norma gemella EN 17648:2022 riguarda gli ingredienti.
Cosa verificare con il produttore:
- Materie prime: PG, VG e nicotina di grado farmaceutico, con certificati di analisi dei fornitori.
- Scheda di ricetta bloccata: percentuali e ordine di miscelazione sempre uguali.
- Numero di lotto su ogni flacone, per risalire a data di produzione e materie prime.
- Campioni di riferimento conservati per ogni lotto, utili in caso di contestazioni.
- Controlli in uscita: aspetto, odore, assaggio di confronto con il lotto precedente e verifica dei volumi di riempimento.
Abbiamo approfondito questi punti nella guida al controllo qualità per conto terzi e in quella sulle certificazioni di qualità dei liquidi europei.
Da cosa dipendono quantità minime, tempi e costi
Non esiste un listino unico per la produzione conto terzi: ogni preventivo nasce dal progetto. Queste sono le variabili che incidono di più.
| Variabile | Come incide |
|---|---|
| Ricetta esistente o su misura | Una ricetta già collaudata riduce campionature e tempi; lo sviluppo da zero richiede più prove |
| Numero di gusti | Più referenze significano più etichette, più adempimenti e più lotti da gestire |
| Formato del flacone | Flaconi e tappi standard sono più rapidi da reperire di quelli personalizzati |
| Presenza di nicotina | Aggiunge limiti di volume e concentrazione, notifiche e registrazioni |
| Etichetta | Grafica pronta e conforme accorcia i tempi; le revisioni li allungano |
| Quantità per lotto | Lotti più grandi distribuiscono meglio i costi fissi di preparazione |
| Stagionalità | Prima dei periodi di picco delle vendite i laboratori sono più carichi |
Un consiglio pratico: parti con pochi gusti forti, che conosci bene perché sono già i più venduti nel tuo negozio. Allargherai la linea quando avrai dati reali sulle vendite. Chiedi sempre un preventivo scritto che separi sviluppo, campionatura, materiali e produzione, così puoi confrontare le voci in modo chiaro.
Basi senza glicole propilenico: una linea che i clienti cercano
Una parte dei clienti dei negozi tollera male il glicole propilenico o vi è allergica. Per loro esistono basi alternative di origine vegetale, che però richiedono indicazioni d'uso precise su potenza e compatibilità con i dispositivi. Una linea a marchio che include basi senza PG risponde a una domanda concreta e fidelizza clienti che faticano a trovare prodotti adatti.
Se stai valutando questa strada, indica in etichetta e sulle schede prodotto la composizione esatta e il dispositivo consigliato. Chi ha avuto reazioni al PG dovrebbe parlarne con il proprio medico o con un allergologo prima di cambiare base. Per orientare i tuoi clienti trovi spunti nella guida su additivi e sensibilità nello svapo e in quella sul ruolo di conservanti e aromi.
Come scegliere il produttore giusto
Prima di affidare il tuo marchio a un laboratorio, verifica questi punti:
- Anni di attività nel settore dello svapo, non solo nel confezionamento generico: le regole e le materie prime sono specifiche.
- Catalogo di aromi da cui partire, segno di esperienza con profili diversi.
- Supporto su etichette e conformità, con conoscenza di TPD, CLP e requisiti ADM.
- Trasparenza su qualità e lotti: schede tecniche, certificati delle materie prime, campioni conservati.
- Condizioni per rivenditori: listini riservati, riordini semplici, assistenza reattiva.
- Gamma completa: aromi, basi, prodotti senza PG e hardware, così puoi rifornire il negozio da un unico interlocutore.
Per un quadro più ampio su test e verifiche, leggi anche la nostra guida su sicurezza e test di qualità degli e-liquid.
Il nostro punto di vista
Produciamo aromi e liquidi per sigaretta elettronica dal 2014 e ogni giorno lavoriamo con negozi e appassionati. Quello che abbiamo imparato è semplice: una linea a marchio funziona quando il gusto è all'altezza dei grandi nomi e resta identico a ogni riordino.
Per questo, quando un rivenditore ci chiede una produzione conto terzi, partiamo dalla qualità degli aromi. Collaboriamo con produttori rinomati e trattiamo marchi come LIQUIDEO, DEEP DRIP e VALKRIIA: è lo stesso livello che vogliamo portare nei prodotti con il nome dei nostri clienti.
Crediamo anche che il piccolo negozio meriti le stesse opportunità di un grande distributore. Con i nostri listini B2B riservati e la produzione di aromi e basi con etichette personalizzate, un rivenditore può costruire una linea propria senza aprire un laboratorio e senza rinunciare alla cura del prodotto.
E pensiamo a chi oggi fatica a trovare prodotti adatti, come i clienti sensibili al glicole propilenico: offrire una soluzione anallergica sotto il proprio marchio è un modo concreto per distinguersi.
Roberto
Produzione conto terzi con Kalivape
Se hai un negozio o un brand e vuoi una linea di aromi o basi con la tua etichetta, Kalivape realizza produzione conto terzi per aromi e per basi con etichette personalizzate, con listini riservati ai rivenditori. Accanto alla produzione trovi un catalogo completo per rifornire lo scaffale: aromi shot e mini shot, aromi concentrati da 10 ml, basi e nicotine, liquidi pronti, pod e hardware.

Scopri il catalogo e contattaci per il tuo progetto su Kalivape.com: il nostro servizio clienti ti risponde in tempi rapidi e le spedizioni sono gratuite sopra la soglia indicata sul sito.
Domande frequenti
Chi è responsabile della conformità di un liquido prodotto conto terzi?
La responsabilità riguarda sia chi produce sia chi immette il prodotto sul mercato con il proprio marchio. Nella registrazione ADM compaiono la marca, la partita IVA del soggetto autorizzato e i dati del produttore o importatore stabilito nell'UE. Per questo è importante definire per iscritto chi gestisce notifiche, registrazioni e segnalazioni di reazioni avverse.
Posso far produrre liquidi con nicotina in flaconi più grandi di 10 ml?
No. In Italia i liquidi con nicotina possono essere venduti in contenitori di ricarica fino a 10 ml, con una concentrazione massima di 20 mg/ml. Per formati più grandi si ricorre a shot di aroma o basi senza nicotina, che il cliente completa in autonomia.
Posso mettere l'immagine di un frutto sull'etichetta del mio aroma?
È meglio evitarlo. Le regole italiane vietano le forme e le immagini che richiamano alimenti, e l'orientamento riportato dalla stampa di settore estende la cautela anche agli aromi. Punta su nomi, colori e grafica astratta.
Quanto tempo serve per avere la prima linea pronta?
Dipende da ricetta, numero di gusti, formati e adempimenti richiesti. Una ricetta già collaudata con etichetta pronta accorcia molto i tempi, mentre sviluppi su misura e prodotti con nicotina richiedono più passaggi. Chiedi al produttore un calendario scritto fase per fase.
Fonti
- D.Lgs. 6/2016, recepimento della Direttiva 2014/40/UE
- Gazzetta Ufficiale, D.Lgs. 6/2016, articolo 21
- Circolare ADM n. 17/2021 sui prodotti liquidi da inalazione
- Sigma Magazine, regole per le confezioni di liquidi e aromi
- EN 17647:2022, fabbricazione degli e-liquid
- Tobacco Prevention & Cessation, segnalazione delle reazioni avverse
